HONOR MONTIS SANCTI ANGELI

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In un precedente articolo, a proposito del Patto per la Bellezza e la Cultura, abbiamo fatto cenno all’Honor Montis Sancti Angeli. Adesso è venuto il momento per approfondire tale Honor, le sue origini e le sue connotazioni storico-culturali, che hanno riguardato da vicino una Città come quella di Monte Sant’Angelo, che ha visto convivere in essa vari popoli, dai Bizantini ai Longobardi, dai Normanni agli Svevi, dagli Angioini agli Aragonesi e ai Borboni, e varie civiltà, da quella greco-romana alla civiltà bizantina,  Continua a leggere

LA “CITTADELLA MICAELICA”

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Quando parliamo di patrimonio culturale bisogna essere convinti che esso appartiene innanzitutto alla comunità, in quanto fonte e base della cultura di un popolo, di un territorio. Inoltre il patrimonio culturale deve essere considerato la base su cui fondare lo sviluppo locale, in quanto esso rappresenta un capitale da sfruttare a fini culturali, sociali ed economici. In altri termini, se prendiamo per Continua a leggere

BENI CULTURALI E PAESAGGIO NELLA LEGISLAZIONE ITALIANA ED EUROPEA

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In Italia le prime resistenze contro l’urbanizzazione selvaggia del suolo e quindi contro la distruzione del paesaggio si ebbero nel 1955 con la nascita  di Italia Nostra, fondata da Umberto Zanotti Bianco, ma soprattutto attraverso la sensibilizzazione di uomini,  provenienti anche dal cinema, come P. P. Pasolini, che incominciarono a denunciare la distruzione del paesaggio e soprattutto dei centri storici, che negli anni Cinquanta e Sessanta, ormai erano abbandonati al loro triste destino. Continua a leggere

IL PAESAGGIO COME STORIA

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Uno dei pionieri dell’anima dei luoghi e dell’”ecologia urbana” è stato senz’altro Patrick Geddes (1854-1932), un docente di botanica, che è diventato l’antesignano dell’architettura legata alla storia e alla cultura del territorio. È l’autore dell’opera Città in evoluzione (1914) (Il Saggiatore, Milano 1970), in cui l’urbanistica viene rapportata innanzitutto ai caratteri locali, con le loro tradizioni e la natura dei luoghi. Un  antesignano del rispetto del paesaggio, inteso come un “organismo vivente” e quindi come il risultato  delle diverse stratificazioni culturali presenti in un determinato luogo.  Continua a leggere

IL SIGNIFICATO DI GENIUS LOCI FRA TRADIZIONE E SVILUPPO

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Il termine Genius Loci acquista un suo significato culturale e simbolico solo se lo si rapporta con la cultura dell’abitare e quindi con un luogo specifico, la cui identità si connette con la sua specificità storica e ambientale. In questo caso il Genius Loci lo si rapporta con il luogo stesso, con la sua anima e quello spirito o daimon di cui gli antichi solevano proteggere il luogo stesso attraverso la presenza del Genius Loci. Continua a leggere

I SIGNIFICATI DEL CULTO MICAELICO

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All’origine il culto micaelico garganico, in riferimento anche alle caratteristiche peculiari del culto in Asia Minore, in cui l’Arcangelo Michele appare come taumaturgo e patrono delle acque curative,   mantiene  le stesse caratteristiche e cioè come un culto essenzialmente naturale e risanatore, e  il pellegrinaggio che si sviluppa ha caratteristiche prettamente popolari, in quanto il culto,  così come in Oriente, è diffuso soprattutto negli strati sociali meno abbienti. Successivamente, con i Longobardi, acquista valenze prettamente guerriere, tanto che l’Arcangelo  diventa il  patrono della nazione longobarda.    “I dati che se ne possono ricavare, afferma A. Petrucci, sembrano dimostrare, infatti, che, almeno sino alla fine del X secolo, quello garganico fu un pellegrinaggio mantenuto prevalentemente nell’ambito della religiosità popolare e mosso da diversi, ma complementari, intenti: quello devozionale, quello genericamente penitenziale e quello tendente all’ottenimento di qualche grazia particolare Continua a leggere

LE COMPAGNIE

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Durante il Medioevo “il pellegrinaggio si poneva come simbolo viatorio della concezione della vita, come itinerario dell’uomo verso Dio”. Il simbolismo  diventava una concreta realizzazione, penetrando nella stessa vita quotidiana, senza separazione, nè lacerazione tra l’esperienza della realtà e l’intervento in essa del divino. Così, nella mentalità del mondo medievale, si trovava indissolubilmente associata alla concezione del “pellegrinaggio” quella della sua efficacia “salvifico-miracolistica”, cioè il sentimento del “meraviglioso” e quello del “quotidiano”. Continua a leggere